GEAIDEA E COLORE…QUESTA E’ LA STRADA!

Più passa il tempo è più mi rendo conto di quanto GeaIdea si stia progressivamente trasformando. Sta raffinandosi poco a poco, sta migliorandosi  e, a mio avviso, finalmente sta trovando la sua strada. La parola COLORE racchiude tutto ciò che è GeaIdea ora.

Quando ho iniziato a esporre ai mercatini della mia città, circa sei anni fa, il mio banchetto era più che altro un’accozzaglia di oggetti. Tanti tentativi di riciclo creativo (ben fatti a mio avviso) che però stonavano tra loro e non avevano alcun filo conduttore gli uni con gli altri. Devo ammettere che un po’ me ne vergogno. Guardavo gli altri banchi e mi rendevo conto che avevano una propria identità. Io non riuscivo a trovare la mia giusta dimensione, quel qualcosa che mi piacesse a tal punto da identificare GeaIdea in qualcosa di concreto.

Ho lavorato le capsule del caffé (comunque le vendevo bene), le camere d’aria della bicicletta e creavo gioielli con tutto quello che mi passava a tiro (il materiale più assurdo che ho lavorato sono i tappetini antiscivolo per armadi). Sono comunque convinta che, come in tutte le cose, ci debba essere una continua ricerca, una maturazione che porta a trovare la via. Piano piano anche questa si è dipanata davanti ai miei occhi e finalmente so quale direzione è quella migliore per me.

Molto ha fatto l’apertura dello shop e il continuo studio che ogni giorno porto avanti per capire come creare affiliazione e farmi apprezzare dalle persone che mi seguono sui social e sul blog. E’ difficile ma ogni passetto e ogni piccola conquista mi spinge ad andare oltre. Piano piano capisco cosa vuole la gente e cosa piace fare a me. Adoro il colore e amo incredibilmente accostare vari materiali.

Le stoffe e i filati, gli accessori e le richieste personalizzate mi hanno portato ad accostare sempre di più le mie perle a texture nuove e sempre diverse. Di seguito potete vedere alcune delle perle che creo affiancando colori e abbinamenti.

Color Blu per questa stola in viscosa

Sciarpa in viscosa con perle lavorate a mano

Colore e pois: panna e nero

Infinity scarf e orecchini a perno abbinati

Stola in lino provenzale orlata a mano con perle abbinate.

Stola in lino provenzale orlata a mano con perle abbinate.

Portaocchiali su misura con perla a lume abbinata

Portaocchiali su misura con perla a lume abbinata

Mi piace ideare ogni giorno nuovi gioielli e nuovi abbinamenti ad accessori totalmente handmade.

A proposito di abbinamenti e colore, vi ricordate il portaferri da maglia color rubino? Anche qui  potete notare il lavoro che sta caratterizzando GeaIdea. La ricerca delle stoffe, dei colori ed infine l’abbinamento delle perle rendono unico e irriproducibile l’accessorio. Lui non ha ancora trovato casa e potete trovarlo nel mio shop online, qui.

E’ un continuo testare tecniche, creare cartamodelli e abbinare colori. Questa cosa é davvero elettrizzante! Ogni progetto é qualcosa di nuovo!

GeaIdea è colore! Questo è il segreto! Ho un sacco di idee che mi frullano per la mente e che piano piano vi svelerò. Vedrete quello che sto preparando. La caratteristica che dovrà contraddistinguere il prodotto GeaIdea sarà l’unicità. Ogni perla che fondo é sostanzialmente irriproducibile. L’ossidazione del vetro e le condizioni climatiche del giorno in cui lavoro cambiano i colori e le texture delle varie perle.

Se indossate GeaIdea indossate qualcosa di unico, raro e difficilmente riproducibile!

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PEPERONCINI TONDI PICCANTI RIPIENI DALL’ORTO DI CASA MIA

Quest’anno l’orto della Geacasa è un tripudio di sapori. Sarà anche che il GeaMarito ha trovato un concime alla barbabietola supernaturale e efficacissimo, ma così tanti ortaggi non li avevamo mai avuti. Settimana scorsa ho raccolto la prima mandata di peperoncini tondi piccanti che lui adora. Erano più di un chilo e davvero piccantissimi. Ovviamente, mi è toccato riempirli e imbarattolarli: un lavoraccio, a mio avviso, ma ne è talmente goloso che devo assolutamente accontentarlo. Cosa non si fa per amore!

Non credo che dureranno molto in dispensa (un barattolo dei tre preparati è già stato svuotato) e soprattutto credo che nei prossimi giorni mi toccherà rimettermi all’opera. Le piante di peperoncino del GeaOrto sono superproduttive.

Peperoncini tondi piccanti appena colti

Peperoncini tondi piccanti appena colti dal GeaOrto

Ecco a voi la ricetta che ho usato: sono venuti davvero deliziosi.

Tempo di preparazione: Mezz’ora circa più il tempo per la sterilizzazione dei barattoli prima e dopo il riempimento.

INGREDIENTI:

  • 1 kg di peperoncini tondi
  • Olio extravergine di oliva
  • 250 ml di aceto bianco
  • 250 ml di vino bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 3/4 bacche di ginepro
  • 4 chiodi di garofano
  • 1 cucchiaino di origano essiccato
  • una presa di sale grosso
  • 350 g di tonno sott’olio
  • 80 g di capperi
  • 100 g di acciughe sott’olio

PROCEDIMENTO:

La prima cosa da fare è sicuramente quella di munirsi di guanti in lattice da utilizzare per le operazioni di pulizia dei peperoncini.  I miei erano davvero piccanti, non so che qualità abbia piantato il GeaMarito ma stavolta ho sofferto durante le operazioni di pulizia! Ho pianto peggio che a pulire le cipolle!

Nel frattempo mettete a bollire per mezzora i vostri barattoli di vetro e i tappi per la sterilizzazione. Il consiglio che mi viene in mente di darv i è quello di utilizzare dei barattoli piuttosto grossi, ci staranno più peperoncini e dovrete sterilizzare meno contenitori.

Pulite e lavate i peperoncini tondi piccanti.

Pulite e lavate i peperoncini tondi piccanti.

Mondateli eliminando i piccioli. Aiutandovi con uno scavino da cucina eliminate i semi e tutte le membrane chiare interne. Durante questa fase ho approfittato per tenere i semi. Li ho distribuiti tra due fogli di carta assorbente e li ho fatti seccare molto bene. L’anno prossimo verranno piantati e avremo altre piante altrettanto valide senza spendere soldi! Ormai la maggior parte delle piante del nostro orticello nascono da seme.

Lavate i peperoncini sotto l’acqua corrente fredda eliminando eventuali residui.

Mettete in un pentolino piccolo il vino, l’aceto, gli aromi (ginepro, alloro, origano e chiodi di garofano). Salate il tutto con il sale grosso a disposizione e mettete sul fornello.

Raggiunta la bollitura buttate  i peperoncini e fateli cuocere 3/4 minuti circa.

Cottura dei peperoncini tondi piccanti

Cottura dei peperoncini tondi piccanti

Scolateli e disponeteli su uno strofinaccio ben pulito con il buco rivolto verso il basso.

Asciugatura dei peperoncini

Asciugatura dei peperoncini

Durante questa fase avrete un po’ di tempo perché i peperoncini per poter essere riempiti dovranno essere belli asciutti.

Utilizzando un frullatore unite il tonno, le acciughe e i capperi preventivamente sciacquati dalla loro salamoia. Non frullateli troppo, cercate di lasciarli piuttosto grossolani, eviterete che una volta sottolio il tonno esca dal peperoncino e vaghi nel barattolo rendendo l’aspetto della conserva esteticamente poco appetibile.

Una volta asciutti, riempiteli, cercando di non lasciare bolle d’aria all’interno del peperoncino. Il metodo migliore è utilizzando una sac à poche. Io ho usato quella ma anche con un cucchiaino piccolo si riempiono con facilità.

Riempimento dei peperoncini

Riempimento dei peperoncini

I barattoli a questo punto saranno sicuramente pronti. Li avrete fatti bollire e li avrete fatti asciugare all’aria aperta con le superfici interne rivolte verso l’alto.

Prendete i barattoli e disponete i peperoncini con il ripieno rivolto verso l’alto. Cercate di riempire bene tutti gli spazi possibili. Lasciate circa un paio di cm dall’apice del barattolo e state attenti a mantenere puliti i bordi del barattolo. In questo modo, la sterilizzazione e il sottovuoto avverrà senza problemi.

Riempite il barattolo con l’olio coprendo bene i peperoncini ma lasciando circa un cm di aria dal tappo.

Chiudete con il tappo e mettete a bollire il barattolo per circa quaranta minuti in una pentola di acqua mantenendoli ben dritti.

Dopo questo tempo i sottovuoti dei tappi saranno attivati (non faranno più click e clack) e voi avrete le vostre conserve pronte. I vostri peperoncini durerenno circa sei mesi.

I nostri, purtroppo, non durano mai così tanto…

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Lana nera e marrone

DALLA PECORA AL GOMITOLO: IL LAVAGGIO DELLA LANA.

Una cara amica di famiglia mi ha regalato un vello di lana di pecora appena tosato. Lei mi conosce, ne avevamo parlato e sa che mi piace mettermi in gioco e testare tutti gli antichi processi di produzione dei materiali. E’ arrivata con questo mezzo sacco viola della spazzatura. Il profumo della lana ammetto che non era proprio invitante ma i riccioli morbidi e il colore d’ebano screziato di marrone mi hanno conquistato all’istante! E’ stato amore a prima vista e non vedo l’ora di poter lavorare ai ferri il risultato di questo processo antico quasi quanto le origini dell’uomo.

La lana nera appena arrivata

La lana di un bel color nero e nocciola

So che la lavorazione della lana è molto lunga e soprattutto pesante ma questo non mi spaventa. I lavori minuziosi e di pazienza sono il mio pane quotidiano. Il risultato finale so che mi ripagherà di tutta la fatica. Devo anche tenere conto che un’esperienza così entrerà a far parte del mio bagaglio culturale e per me é assolutamente importante continuare a studiare, testare e imparare sempre nuove cose.

Una volta fatte le dovute presentazioni in famiglia “il Mio Caprone” (così è stato soprannominato!) è entrato nella GeaCasa con grande disappunto del GeaMarito. Probabilmente si è sentito defraudato della sua posizione di Maschio Alfa. Dopo poco, pero’, visto il mio entusiasmo bambino,  si è rassegnato al fatto che, volente o nolente, mi sarei comunque cimentata nell’ardua impresa. Una sua scrollata di testa e ho capito che, ormai, “Il Caprone” era parte di noi!

Ovviamente il mio entusiasmo iniziale è stato messo a dura prova dal tempo. Per poter iniziare i lavaggi della lana servivano giornate assolutamente calde e secche. La pioggia che non é venuta giù negli ultimi due mesi si è concentrata nelle due settimane successive all’arrivo del vello. Per fortuna alcuni grossi ordini mi hanno impegnato e hanno fatto trascorrere velocemente il tempo.

Quando mi sono decisa ad iniziare mi sono accorta che, al tatto, la mia lana era davvero ricchissima di lanolina.

La lanolina è un grasso emolliente e protettivo secreto dall’epidermide delle pecore. Viene utilizzata tantissimo in cosmetica e farmacia per prodotti nutrienti per la pelle. In questa prima fase di lavaggio é assolutamente indispensabile evitare di eliminare completamente la lanolina presente nella lana. Essa protegge il filato dall’infeltrimento. La lana infeltrita ha subito un processo di pulizia e centrifugazione troppo aggressivo che ha eliminato tutta la lanolina presente naturalmente.

Ho lasciato così in ammollo la lana un paio d’ore smuovendola delicatamente di tanto in tanto per far bagnare bene tutte le fibre. Dopo due ore l’acqua era marrone e puzzolentissima di feci di pecora. Ovviamente il lavaggio è stato fatto in una capiente tinozza in giardino (questo è stato il giusto compromesso con il GeaMarito).

Alla fine di questo ammollo ho estratto la lana dall’acqua, strizzandola leggermente e ho cambiato l’acqua. A questo punto ho allargato delicatamente le fibre eliminando la sporcizia accumulata dalla pecora nei mesi. I ciuffi tosati nascondevano grandi tesori che soltanto il primo lavaggio ha portato alla luce: paglia, ciuffi d’erba, palline fecali, pigne, ramoscelli e chi più ne ha più ne metta. L’ho così rimessa a bagno.

Dopo il primo risciacquo di acqua marrone l’acqua si è  di volta in volta presentata più pulita.

In totale la lana è rimasta a bagno circa 9 ore e ha subito circa 7 cambi d’acqua. All’ultimo risciaquo l’acqua di ammollo era trasparente  ma aveva ancora un velo di grasso trasparente sulla superficie. Mi sono autoconvinta che fosse il momento giusto per terminare il lavaggio e l’ho estratta, strizzata. Infine, l’ho messa ad asciugare stesa all’ombra.

Al tatto la lanolina era ancora presente. Le mie mani dopo tutto quello strizzare e movimentare la lana erano morbide e vellutate come non lo sono mai state.

Nella foto qui sotto potete vedere la lana in fase asciugatura stesa su un essiccatoio autoprodotto. Ci ha messo molto ad asciugare completamente, circa un giorno e una notte.

Ho continuato a girarla per evitare che l’acqua residua ristagnasse. Il profumo è molto buono, non puzza davvero più. Sa di aperto e di selvatico. Un profumo molto simile a quello delle lane naturali e non trattate. Direi che é molto piacevole.

Lana stesa su un essiccatoio all'ombra ad asciugare

Lana stesa su un essiccatoio all’ombra ad asciugare

Ecco infine la lana come si presenta completamente asciutta. Sono ancora evidenti residui di sporco e molti nosi ma il processo di cardatura la renderà soffice come una nuvola.

La lana alla fine del lavaggio ed asciugatura

Ecco la lana come di presenta dopo il lavaggio

 

 

 

 

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