I MIEI NUOVI MARCAPUNTO FRAGOLOSI IN VETRO DI MURANO

Da qualche giorno sto lavorando ad alcune richieste fatte a maglia. Ho preparato un maglioncino per bimba, uno scaldacollo ed ora mi sto cimentando in un caldissimo cappellino nero da uomo. I ferri circolari sono stati quindi, negli ultimi giorni,  i miei migliori amici. Chi usa i ferri circolari sa che tra gli strumenti indispensabili per lavorare in tondo ci sono i famosi marcapunto. Non sono altro che piccoli ciondoli che servono a tenere diviso il lavoro e segnare punti particolari del lavoro. I miei erano davvero datati e scomodi (arrangiare delle spille da balia non è effettivamente la cosa migliore) così ho deciso di prepararne alcuni in vetro di Murano.

Alcuni li avevate già visti qui.

Marcapunto fragolina

Marcapunto fragolina

Marcapunto fragolina

Ne avevo inseriti infatti un paio nel portaferri color rubino cucito a mano che ora trovate nel mio shop (qui).

Le mie fragoline  erano così colorate e invitanti che le ho volute proprio così anch’io. Sono ovviamente già posizionate sul cappellino in lavorazione. Non si possono non notare!

Marcapunto inserito nel lavoro

Dettagli

A mio avviso cinque marcapunto sono il numero perfetto. Non mi è mai capitato di utilizzarne di più. Alla fine anche quando devo effettuare i calati dei cappellini utilizzo al massimo 5 segnapunto per dividere le falde. Proprio per questo il mio kit è composto proprio da 5 rossissime fragoline.

Ovviamente se accendo la fiamma produco un bel po’ di perle quindi ho già preparato altre cinque fragole per altrettanti marcapunto che appena possibile troverete nel mio shop. Qui sotto una piccola anteprima.

Non contenta di fare solo fragole mi sono anche esercitata un po’ cercando altre forme che lavorerò nei prossimi giorni per produrre i kit completi. Questo é quello che sono riuscita a creare:

Diverse forme di marcapunto

Direi che mi piacciono! La gallina e la coccinella  sono le più simpatiche ma anche il peperoncino ha un suo perché.

E voi, come li trovate?

 

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SAPONETTE SCRUB ALLA LAVANDA FATTE IN CASA…COME RICICLARE GLI AVANZI.

Sarà dovuto alla mia formazione naturalistica o sarà a causa della mia indole creativa ma, da che ne porto ricordo, in casa si cerca di riciclare tutto il possibile. Perché eliminare un oggetto che ancora può essere utilizzato e avere una nuova vita? Da un po’ di anni a questa parte, infatti, circa una volta all’anno, mi diletto a  creare delle saponette scrub alla lavanda riciclando i pezzetti avanzati dalle saponette consumate.

Sinceramente, non mi piace unire il pezzetto di avanzo alla saponetta nuova. E’ una cosa che mi innervosisce. Il più delle volte si stacca finendo sbriciolata nello scarico e difficilmente i colori delle saponette sono uguali quindi non sono esteticamente belle da vedere.

Sarò noiosa ma la soluzione che sto per proporvi mi piace di più. E’ facile, sfrutta ogni briciola di sapone e in più ci permette di avere uno fantastico scrub fatto in casa sempre a disposizione.

Ecco quindi come procedere. Innanzitutto prepariamo gli ingredienti necessari.

Scarti di sapone e fiori di lavanda.

Io uso il minimo indispensabile quindi:

  • Scarti di sapone vario;
  • Fiori essiccati di lavanda del mio giardino;
  • 1/2 bicchiere d’acqua (su circa 250 g di scarto).

Se uno volesse, potrebbe aggiungere anche qualche goccia di olio essenziale e qualche goccia di colorante apposta per saponette. Ritengo che allunghino i tempi di preparazione e siano un di più inutile. Il profumo delicato di queste saponette è comunque delizioso anche senza aggiungere altre essenze.

A questo punto sciogliete gli scarti del sapone a bagnomaria continuando a mescolare con una spatola e aggiungendoci piano piano il mezzo bicchiere di acqua.

Fase 1 – Sapone scrub alla lavanda.

Non preoccupatevi se i pezzetti di sapone utilizzati sono tanto diversi tra loro. Una volta sciolto il sapone avrà un colore omogeneo.

Fase 2 – Preparazione sapone scrub alla lavanda

Questo è il momento giusto per aggiungere eventuali coloranti o essenze profumate.

Quando tutto il composto sarà malleabile e abbastanza omogeneo (a me piace che dentro si veda qualche pezzetto, fa sembrare il sapone più rustico) potrete prendere uno stampo per creare le vostre saponette. Io ho usato un semplicissimo stampo per muffin in silicone ma voi potrete sbizzarrirvi con tutto quello che trovate in casa. Schiacciate molto bene il sapone nello stampo in maniera da togliere tutta l’aria che si è fermata all’interno dell’impasto.

Fatto questo potete spolverare e schiacciare un cucchiaino di lavanda su ogni panetto.

Fase 3 – Creazione saponette e aggiunta dei fiori.

Fase 4 – Sapone scrub alla lavanda in raffreddamento

Ora non dovrete fare altro che far raffreddare il composto. Appena sarà possibile, estraete delicatamente le saponette e mettetele in un luogo buio a maturare ed essiccare per qualche giorno.

Nel caso in cui aveste utilizzato essenze e/o coloranti lasciatele riposare per almeno un mese prima di utilizzarle. In caso contrario potrebbero risultare un po’ irritanti per la pelle.

Ed ecco, infine le mie saponette scrub pronte. Un po’ rustiche, è vero, ma è questo il bello del fatto in casa.

Ecco le mie saponette scrub pronte all’utilizzo

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UN PORTAFERRI DA MAGLIA COLOR RUBINO

Dietro ad ogni richiesta c’è un lavoro non  indifferente. Lo studio del prodotto, le prove, la ricerca dei materiali migliori per raggiungere l’obiettivo e non da meno la voglia e l’impegno di soddisfare pienamente il committente.

Prima di Natale una amica sferruzzatrice nonché collega in creatività mi aveva chiesto di cucirle un portaferri da maglia che potesse contenere la maggior parte dei suoi “attrezzi” da knitter. Io, come ben sapete adoro la maglia e tutto quello che ci gira intorno quindi perché non provare ad accontentarla?

Chi mi segue sui Social avrà potuto notare quanto il cucito negli ultimi giorni abbia invaso la mia bacheca. Diverse stoffe colorate e la nuovissima tagliacuci che il GeaMarito mi ha regalato a Natale hanno fatto da padrone nei miei post proprio perchè stavo lavorando al famoso portaferri e testando il nuovo bolide. Purtroppo, il bellissimo portaferri color tiffany non è ancora stato consegnato e quindi le foto dell’oggetto finito sono ancora top secret. Qui sotto potete ammirare per ora soltanto uno scorcio della fase di lavorazione.

Per vostra fortuna, pero’, ne ho lavorato contemporaneamente un altro color rubino e mi sono divertita talmente tanto che ho deciso che entrerà a far parte della linea di GeaIdea e quindi ne vedrete parecchi. La parola d’ordine in questo caso sarà “Mai uno uguale!” e vi spiego anche il perché.

Ogni knitter che si rispetti ama l’originalità e l’unicità dei capi ed è quindi giusto che anche l’attrezzatura per lavorare sia unica e irripetibile!

Per realizzare questo portaferri ho utilizzato stoffe con fantasie color rubino differenti e le ho accostate una all’altra in maniera molto simile ad un patchwork. Per alleggerire il tutto ho affiancato un bel tessuto lino bianco. Il contrasto che ne è uscito mi piace parecchio. Oltretutto, frontalmente, ho cucito tre bellissimi bottoncini in legno a forma di cuore per renderlo anccora più romantico e unico.

Ho cercato di creare tanti piccoli taschini per contenere ferri dritti e ferri circolari di diverse misure ma anche uncinetti e ferri da calza.

La comodità di questo portaferri sta nel fatto che una volta arrotolato e chiuso occupa pochissimo spazio e grazie alla patella di protezione dei ferri non c’é pericolo di ritrovarsi in borsa i ferri vaganti.

Nonostante fosse già unico e a mio avviso bellissimo non mi sembrava ancora perfetto. Mi è quindi venuto in mente che una knitter che si rispetti utilizza sempre anche i “marcapunti” per poter conteggiare i punti sul ferro dritto o circolare che sia. Perchè allora non utilizzare le mie perle per farne qualcuno?

Due fragoline nascoste in un angolo del mio tavolo e in attesa già da un po’ di trovare la giusta collocazione hanno fatto al caso mio e in quattro e quattrotto ecco pronti due marcapunti originali e inimitabili.

Ho pensato che ogni portaferri ne avrà sempre in dotazione due, in tinta con i colori di base del “rotolone”. Un regalo in più per la fiducia di chi mi sceglierà.

 

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