Collana puzzle in vetro di Murano per tre amiche.

TRE AMICHE, UNA STRADA CONDIVISA, UN REGALO IMPORTANTE.

Questa è una storia speciale. Oggi, per tre ragazze sarà una giornata importante. Sara, Marzia e Chiara, tre amiche di lunga data terminano il lungo percorso di studi che hanno da sempre condiviso. Qualcuno, una mamma, ha pensato di rendere questo giorno ancora più speciale con un regalo importante. Io, come GeaIdea, ho contribuito a realizzare questo sogno.

Era ancora Giugno quando Emilia, mia cliente affezionata da qualche anno, mi ha contattata per un ordine diverso dal solito. “Ho bisogno di te” mi ha detto, “Devo creare qualcosa di personalizzato, unico e speciale e so che puoi aiutarmi!”.

Quando iniziano così non riesco a tirarmi indietro, sento il pizzicorino dietro al collo e la voglia di mettermi in gioco è più forte di me. Ho quindi ascoltato la richiesta.

“A Settembre, la mia Bambina e le Sue due grandi amiche si laureano. Sai, hanno intrapreso il percorso di studio sempre insieme e questo è il coronamento di un sogno. Vorrei farti creare qualcosa che regalerò loro quel giorno. Qualcosa che possa essere costruito sui gusti delle ragazze e che riesca a sottolineare l’importanza di un rapporto così meravigliosamente speciale. Avevo pensato ad una collana con i loro colori preferiti ma che fosse unica e allo stesso tempo divisibile. Un regalo che possano aprire insieme quel giorno dopo la discussione di laurea. Vorrei infine che, in ogni momento, possa ricordare loro quel legame magico che le ha sempre contraddistinte”.

La mia fantasia ha fatto il resto. Mi sono subito venuti in mente i pezzi di un puzzle, così unici quando divisi ma saldamente uniti quando l’incastro è perfetto. Ho pensato poi al calore del rame, alla sua duttilità e alle diverse lavorazioni che avrei potuto applicare. Infine ho pensato ai colori (quelli preferiti da ogni ragazza) e ovviamente ho deciso di focalizzare il centro del lavoro sulle mie perle in vetro di Murano. Ora dovevo solo divertirmi a costruirla.

Per rendere tutto ancora più unico abbiamo pensato di personalizzare ogni pezzo con una scritta. Qualcosa che potesse spiegare la storia, che donasse alle collane un filo conduttore. Dopo diversi messaggi con ipotetiche frasi, Emilia ha deciso che, forse, sarebbe stato meglio incidere le iniziali dei nomi delle tre amiche. Ho ho avallato subito quest’idea. Mi sembrava la scelta migliore!

Per prima cosa, utilizzando il traforo da gioielliere ho tagliato le sagome dei tre pezzi di puzzle.

Il taglio dei puzzle per la collana delle tre amiche.

Il taglio dei puzzle per la collana delle tre amiche.

Successivamente, ho inciso ad acido il rame evidenziando le iniziali dei tre nomi.

Iniziali delle tre amiche incise con l'acido.

Iniziali delle tre amiche incise con l’acido.

Infine, dopo aver rifinito bene i bordi, ho reso l’effetto satinato sul fronte delle collane. Ho così dato una mano di vernice protettiva per evitare la naturale ossidazione del rame a contatto con la pelle.

Successivamente ho montato la catena e le chiusure a cuore ( mi sembravano perfette!).

Satinatura della collana per le tre amiche.

Satinatura della collana per le tre amiche.

Ho potuto così dedicarmi alle mie perle. Ho acceso la tanto amata fiamma e mi sono messa al lavoro. Sapevo che avrei dovuto utilizzare un paio di colori per ogni ragazza e gli abbinamenti cromatici dovevano essere:

  • Rosa e fucsia;
  • Azzurro e rosso;
  • Blu e giallo.

Così è stato. Ad ogni perla con i rispettivi colori ho abbinato delle perline più piccole con i singoli colori per creare un grappolo dinamico e colorato per ogni collana. Le ho montate a pendente con una sottile catena di rame. L’effetto lo potete vedere qui sotto!

Collana con perle cipria e fucsia

Collana con perla cipria e fucsia.

Ecco la perla azzurra e rossa per la seconda collana

Ecco la perla azzurra e rossa per la seconda collana.

Terza collana con perla blu e gialla.

Terza collana con perla blu e gialla.

Oggi Sara, Marzia e Chiara, insieme, termineranno il proprio percorso di studio, insieme. Io non le conosco. Quello che so di loro mi è stato passato da mamma Emilia. Auguro a tutte e tre di esaudire ogni sogno e di godersi ogni istante di questa favolosa giornata! Che la vita possa tenervi unite come dei pezzi di puzzle anche negli anni a venire!

In bocca al lupo Ragazze!

Ecco Sara, Marzia e Chiara raggianti con le collane indossate.

Ecco Sara, Marzia e Chiara raggianti con le collane indossate.

 

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Le mie gallinelle fermaporta.

LA GALLINELLA FERMAPORTA: ECCO IL TUTORIAL!

La mia gallinella fermaporta, adatta da regalare ad ogni occasione, è perfetta per abbellire la casa e ha uno stile tra il country e lo shabby. Sono certa che, comunque, anche chi non ama questi stili saprà personalizzarla a suo gusto. Oggi condividerò con voi il cartamodello e il tutorial per realizzarla!

OCCORRENTE PER REALIZZARE LA GALLINELLA FERMAPORTA:

Materiali utili per fare la gallinella fermaporta.

Materiali utili per fare la gallinella fermaporta.

  • Carta Velina
  • Scampolo di cotone abbastanza sostenuto (per il corpo della gallina);
  • Piccola stoffa di colore contrastante (per il becco e la cresta);
  • Imbottitura;
  • Sabbia
  • Un sacchetto gelo;
  • Un elastico;
  • 2 Occhi in plastica per bambole o in alternativa due bottoni;
  • Macchina da cucire;
  • Attrezzatura da cucito.

DIFFICOLTA’  DEL LAVORO: Facile

TEMPO OCCORRENTE PER LA REALIZZAZIONE: Un’ora circa

PROCEDIMENTO:

Munitevi della carta velina e ricavate dal cartamodello il disegno delle dimensioni desiderate.

Cartamodello gallinella fermaporta

Cartamodello gallinella fermaporta

Ritagliate tutte le sagome dal cartamodello e ritagliandole dalle stoffe ricavate:

  • 2 sagome del corpo (scampolo grande);
  • 1 sagoma della base (scampolo grande);
  • 2 sagome del becco (Cotone a contrasto);
  • 2 sagome della cresta (Cotone a contrasto);
  • Un rettangolo di stoffa di 6 cm x 17 cm per il manico da disporre sul dorso della gallina.

Ricordatevi di lasciare un cm intorno al cartamodello per effettuare le cuciture.

Spillate i becchi alle sagome dei corpi (ovviamente a dritto) e cuciteli.

Come attaccare i becchi al corpo.

Come attaccare i becchi al corpo.

Spillate a rovescio la cresta della gallina e cucitela lasciandola aperta nella parte inferiore. Giratela a dritto,  inserite all’interno un po’ di imbottitura e infine fermatela con uno spillo per evitare che quest’ultima fuoriesca.

Piegate a metà il rettangolo per il manico, cucitelo e ribaltatelo a dritto aiutandovi con un ferro da maglia.

Come cucire la cresta e il manico della gallinella fermaporta.

Come cucire la cresta e il manico della gallinella fermaporta.

La cresta e il manico prima di essere cuciti al corpo.

La cresta e il manico prima di essere cuciti al corpo.

Accorpate quindi i due corpi a rovescio avendo l’accortezza di inserire la cresta e il manico come da foto e spillate il fondo con precisione.

Disposizione dei vari pezzi.

Disposizione dei vari pezzi.

Cucite la gallinella lasciando aperto un varco sotto la coda che servirà come ingresso per la sabbia e l’imbottitura e che alla fine andrete a chiudere con punti invisibili.

Rivoltate a dritto la vostra gallina e montate gli occhi.

Gallinella pronta per essere imbottita.

Gallinella pronta per essere imbottita.

Inserite quindi un sacchetto di plastica nel corpo. Riempitene metà con la sabbia e chiudetelo bene con un elastico.

Riempite per metà la gallinella fermaporta di sabbia.

Riempite per metà la gallinella fermaporta di sabbia.

Riempite la rimanenza del vuoto con l’imbottitura.

Imbottite il vuoto mancante della vostra gallinella fermaporta.

Cucite l’apertura rimasta:  la vostra gallinella fermaporta è pronta.

Una delle galline che ho fatto, l’avete già vista quando vi presentavo il tinello, é qui.

Un’altra, invece, ha trovato invece spazio vicino al camino, in sala. Eccola!

Ecco la gallinella fermaporta che vive di fianco al camino.

E voi, avete scelto i colori per fare la vostra Gallina fermaporta?

AH, DIMENTICAVO…

Spero di cuore che il tutorial sia stato di vostro gradimento.

Vi chiedo, dato che il cartamodello é opera del mio ingegno ed io l’ho regalato, se potete taggare o citare GeaIdea o (Fabrizia De Leo) quando pubblicate le foto delle vostre gallinelle!

Ve ne sarei molto grata!

 

 

GeaLab. Il mio angolo.

IL GEALAB: IL MIO PICCOLO LABORATORIO IN MANSARDA.

Settembre è alle porte. E’ stata un’estate bellissima,  lunga e a stretto contatto con i miei bimbi. E’ trascorsa tra giochi, piscina e riorganizzazione degli spazi che utilizzerò quando i miei monelli avranno iniziato la scuola.

L’angolo che non vedo l’ora di iniziare a frequentare assiduamente è il mio laboratorio di cucito: il piccolissimo GeaLab.

Per tutti questi anni macchina da cucire e tagliacuci hanno vagato dal mio armadio dei vestiti a uno dei tavoli liberi in casa obbligandomi a faticosissimi “traslochi”. Non ho mai avuto un vero spazio dove cucire o tenere i miei attrezzi del cucito.

Da settembre avrò molto più tempo da dedicare a GeaIdea e conto di impegnarmi a mille per migliorare ancora di più questa attività che mi sta regalando già infinite soddisfazioni. Finalmente non mi dovrò più preoccupare dei cuccioli che dormono e di evitare di fare rumore. Stanno diventando grandi (lo sono diventati in un attimo, sinceramente) ed anche in casa si stanno finalmente delineando tutti gli spazi.

Quando la primavera scorsa abbiamo sistemato la cameretta di Jacopo, il più piccolo, in mansarda, io ho perso l’angolo dove lavoravo prima che nascessero i bimbi. Durante i lavori mi sono scervellata alla ricerca di una soluzione per trovare uno spazio scrivania dove installare la stampante e tutto ciò che poteva essere utile in un piccolo ufficio. Ovviamente, secondo il GeaMarito, questo spazio non sarebbe mai saltato fuori.

Premetto che la nostra mansardina è bassa, angusta e stipata in ogni dove. In più, il GeaMarito non ha mai avuto la capacità di vedere al di là, di immaginare le cose prima ancora che fossero state create. Mi sono dovuta arrangiare e insieme agli operai che sistemavano la cameretta ho tirato fuori il mio tugurio. E’ un po’ come il sottoscala di Harry Potter, o almeno come io mi sono sempre immaginato che fosse!

Eh si, perché solo di tugurio si può parlare. E’ un angolino raccolto, piccolo piccolo. Ovviamente la comodità dello stare in piedi é assolutamente impossibile ma seduti ci si sta davvero comodi. Un posticino raccolto con il legno a vista e tutto quello che serve.

E lì ho spostato le mie macchine da cucire. Ebbene si, è arrivato il momento di presentarvelo: ecco il GeaLab.

Il GeaLab: il mio piccolo laboratorio di cucito.

Il GeaLab: il mio piccolo laboratorio di cucito.

Come potete vedere c’è una scrivania, una sedia da ufficio, una cassettiera Ikea (di proprietà del GeaMarito) una pianta e nient’altro. Si trova all’imbocco di un ripostiglio tra il bagnetto e la camera di Jacopo.

E’ piccola ma a me piace e soprattutto é provvisto di tutto ciò di cui ho bisogno. Nell’angolo in fondo hanno trovato posto la macchina da cucire e la tagliacuci disposte su due tovagliette Ikea che permettono uno spostamento veloce per avere tutto a disposizione in un attimo.

Macchina da cucire e tagliacuci nel laboratorio di cucito

Macchina da cucire e tagliacuci nel GeaLab.

Tagliacuci in azione nel GeaLab.

La mia adorata mamma ha contribuito all’allestimento regalandomi la cassettiera lavagna molto provenzale che contiene alcuni degli attrezzi del laboratorio e le immancabili etichette che personalizzano le mie creazioni. Potete vederla sullo sfondo nella foto qui sopra. Ne sono letteralmente innamorata.

Non vedo l’ora di mettermi all’opera. Tante cose bollono in pentola e tante cose sono in fase di lavorazione, fra qualche giorno, magari, ve le svelerò.

Per ora sto scegliendo le stoffe per iniziare a lavorare per le commesse di Natale. A proposito, pensavo di cucire qualche altro runner da tavola che piacciono sempre tantissimo. Se non ve lo ricordate lo potete vedere qui.

Dimenticavo, l’altro giorno nel GeaLab ho trovato il GeaMarito con il Suo computer che bofonchiava di quanto fosse soddisfatto d’aver trovato un angolino così per quando lavora da casa. Dite che si merita di condividere tutto questo con me?

Il Gealab: il mio laboratorio di cucito

Il Gealab: il mio laboratorio di cucito

 

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